Dominic Orlando, il balestratese che disegnò i puffi

Via Crispi, ore 20, è quasi buio. La temperatura è mite. Si sente il pianto di un bambino, poi voci commosse. Papà Salvatore Orlando ha 32 anni, fa il fontaniere, è al settimo cielo. La moglie, Rosaria Testagrossa, 27 anni, gli ha appena regalato una grande gioia. È nato Domenico Claudio Giuseppe Orlando, che tutti conosceranno come Dominic. È il 20 marzo di 69 anni fa.
È molto piccolo, Dominic, quando con la sua famiglia si trasferisce negli Usa. Prima a Detroit, dove cresce in un quartiere di immigrati. Poi, a 10 anni, si sposta a Los Angeles. Gli anni passano, e Dominic si iscrive all’università della California, dove emerge tutto il suo talento. Tra i suoi maestri ci sarà Art Babbit, uno dei guru del mondo Disney. 
Così Dominic inizia a lavorare come freelance all’animazione di diversi cartoni animati in un’azienda che diverrà molto nota. Disegna degli strani pupazzetti blu, un cane intelligente, una famiglia di cavernicoli. I bambini di tutto il mondo impareranno a conoscerli bene: si chiamano puffi, Flintstones, Scooby doo. Dominic è finito alla Hanna e Barbera, sta scrivendo pezzi di storia. 
Si specializza nell’animazione video, inizia a dirigere clip musicali. Diventa sceneggiatore, regista. Entra in contatto con uno dei gruppi musicali più importanti della storia, i Beach Boys. Tra Malibu e Venice beach gira il video di Getcha Back. È il 1985, Dominic guida tra le scene personaggi del calibro di Brian Wilson, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi compositori musicali dell’era moderna. Sarà solo uno dei tanti capolavori che avrà l’onore di dirigere.
Oggi Dominic vive negli Stati Uniti e non ha dimenticato l’amore per il suo paese d’origine.

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