Frammenti e profumi di memorie nostrane

Tremila volumi, annotazioni, immaginette sacre, che racchiudono e custodiscono secoli di storia. Testi che ci fanno viaggiare indietro nel tempo fino al Cinquecento, che ci raccontano di antiche usanze e tradizioni, che profumano di carta, ma anche di noi, profumano di un tempo passato e di un ricordo vivido e ancora attuale. Dalla cripta sotterranea dove venivano un tempo seppelliti i defunti, all’influenza dei gesuiti nella comunità, passando da personaggi illustri che hanno intersecato la storia di mezza Sicilia, come il Rettore Filippo Evola, di cui è stato ritrovato uno scritto inedito, ancora in fase di studio, sul primo beato gesuita.

Tutto questo emerge dal fondo antico della parrocchia Sant’Anna, che dopo secoli rivede la luce e torna agli antichi splendori, grazie all’attenzione e al lavoro assiduo di padre Francesco Giannola, che continua la sua opera di recupero della Chiesa Madre e degli spazi, fisici e non, a essa connessi. Il fondo antico è quella parte di biblioteca che ospita i volumi editi fino al 1830, incluso. Da questo riemergono moltissimi libri di grande pregio storico che gli Arcipreti Evola hanno donato alla parrocchia, per garantire ai posteri quel prestigio culturale tanto voluto dagli stessi e durato nei secoli.

L’importanza che un patrimonio documentario e librario possiede non risiede solamente nella sua preziosità oggettiva ma anche nel valore che si attribuisce ad esso. I documenti e i testi più importanti della storia non avrebbero senso di esistere o di essere ricordati se fossero abbandonati e dimenticati nell’oblio o se l’uomo non desse a questi la dignità che meritano.

La nostra piccola comunità balestratese possiede un cospicuo fondo antico, documentario e librario che molti non conoscono, a cui poca attenzione è stata data negli anni passati. In questi ultimi anni di lavoro duro, polveroso, silenzioso ma instancabile e impagabile, si è cercato di spianare e ri-percorrere una strada già percorsa nel passato da uomini illustri che meritano di essere ricordati; una strada che oggi necessita di un nuovo soffio vitale, per andare sempre più a fondo e sempre più in alto. Uomini appassionati che hanno a cuore la storia di Balestrate, delle sue origini e dei personaggi che l’hanno fatta grande; uomini che cercano di far tornare a risplendere la nostra comunità, non andando oltre ma scavando nel passato glorioso di questa piccola comunità marinara.

La storia ci fa grandi, il nostro passato racconta ciò che siamo oggi, le nostre radici rivelano l’autentica importanza che siamo capaci di dare a ciò che ci circonda, come uomini e come comunità intera. Immersi in questo lavoro, prima di recupero e poi di mantenimento, emergono carte, scritti vari, inventari, immaginette sacre, bozze di moltissimi lavori e tanto altro, che ci ricordano quanto è importante custodire e conservare tutto ciò che racconta il nostro passato, poiché può essere premonitore del futuro e degli uomini che saremo. Possiamo anche lavorare di fantasia e immaginare i nostri Arcipreti profondamente impegnati nella lettura e nello studio di alcuni di questi testi che, come oggi possiamo vedere, portano le loro firme autografe. Li possiamo pensare chini nei loro scrittoi con carta, inchiostro e calamaio, intenti a scrivere ai fedeli lontani, o al mastro di turno che ha realizzato qualche lavoro in chiesa, per benedirlo, ringraziarlo e ricompensarlo per il lavoro svolto.

Tra i più entusiasmanti ritrovamenti autografi ricordiamo i testi che portano la firma del sacerdote Tommaso Aiello. Quest’ultimo fu un sacerdote balestratese impegnato in varie attività parrocchiali, soprattutto durante gli anni 1808-1815, coadiuvando il lavoro dei parroci di quegli anni. Fu anche figura centrale nella vita del futuro ideatore della nuova Chiesa Madre, zio materno che diede il primo e più importante Sacramento che un cristiano possa ricevere, il battesimo, al nipote Filippo Evola. Questi testi autografi sono stati consegnati, in seguito, in eredità al nipote Filippo, creando una base libraria che il Rettore poi arricchì sempre di più. Altro particolare ritrovamento, che può solo incrementare il prestigio storico del nostro fondo antico, è un testo di Teologia Morale del 1651, che porta la firma autografa del secondo sacerdote di Sicciara, Rosario Badulato (1823-1838). Infine, non possiamo non citare i libri firmati dall’Arciprete Vincenzo Evola e dal Rettore Filippo Evola, che spesso accompagnavano le loro letture e i loro studi, con note scritte di proprio pugno ai margini delle pagine sfogliate. È una suggestione unica e rara poter vedere oggi frammenti di importanti scritti autografi di uomini che hanno costruito il nostro paese. Possiamo ammirare e sfogliare, sempre con accurata attenzione le stesse pagine che più di due secoli fa sfogliavano questi grandi uomini, pilastri del nostro passato.

Una rinnovata vitalità ha permesso di intraprendere questo lavoro per rilanciare il valore dei libri, dei documenti ma anche della storia locale. Abbiamo riscoperto l’importanza della nostra Biblioteca Parrocchiale, vista come luogo meraviglioso in cui tutto si cela, dove risiede la forza di ogni uomo, del suo sapere e della sua conoscenza. Dobbiamo pensare alle biblioteche come luoghi ibridi, centri di cultura e allo stesso tempo spazi per il tempo libero, luoghi che permettono lo scambio e l’incontro di idee, pensieri ma anche l’incontro di uomini e dei loro animi.

Padre Francesco Giannola, Arciprete della nostra comunità dall’11 ottobre 2015, fin dal suo ingresso, avvenuto proprio in una data storica memorabile per la nostra comunità (11 ottobre 1800, data di fondazione della parrocchia in Sicciara), ha manifestato apertamente e attivamente, in maniera instancabile, il suo amore per la storia di Balestrate, con lo scopo di riconsegnare la dovuta importanza storico-culturale al paese, permettendo di toccare con mano questa nuova vitalità.

Lo spostamento del pregiato fondo antico e dell’Archivio Storico della Biblioteca Parrocchiale di Balestrate, con la creazione di una stanza apposita presso i locali della chiesa, arredata e corredata di ciò che è necessario, è un altro tassello che padre Francesco ha permesso di inserire nella grande e travagliata tela della storia balestratese.

La Biblioteca Parrocchiale è stata fondata nel 1896 dal sacerdote Vincenzo Evola, da cui prende il nome; Arciprete della parrocchia Sant’Anna dal 1867 al 1910, fratello di quel grande uomo di profondo intelletto che fu l’artefice della costruzione della Chiesa Madre. Il fondo antico oggi si compone di circa tremila volumi e tra questi possiamo contare circa venti Cinquecentine, cinquantatré Seicentine, mentre la maggior parte sono volumi del Settecento e altri dell’Ottocento. Questi volumi abbracciano le più disparate tematiche, vi sono libri di teologia, filosofia, letteratura, storia, agiografie, panegirici, libri di poesie e tanto altro.

In questa ricca sorgente documentaria non possiamo dimenticare l’importanza dell’Archivio Storico della parrocchia di Balestrate, il quale conserva un consistente patrimonio documentario che ci permette di inabissarci nel profondo passato delle origini per conoscerlo e studiarlo sempre più a fondo.

La ricerca, la conservazione e la tutela degli archivi, sono punti focali e necessari per chi vuole ri-nascere dalle proprie origini, i quali gratificano e ripagano da ogni polverosa fatica. Facendo ciò si ha il privilegio di toccare con mano la storia dei nostri antenati, di grandi uomini che fecero imprese degne di memoria. Un insieme di scritti che ci rivela la vita pulsante e laboriosa dei balestratesi, soprattutto durante gli anni difficili del secondo conflitto mondiale e dell’immediato dopoguerra.

Tante storie che sono la nostra storia. Un intreccio ricco di avvenimenti, di rapporti umani, di usi, costumi e tradizioni, di ruoli e religiosità, di leggi, che hanno scandito il vivere quotidiano di ogni uomo, che ci fanno sentire vivo quel tempo passato, quasi fossimo proiettati, in prima persona, in quegli anni. Una tale bellezza di documenti che non smette mai di stupirci e che ci accompagna a calarci, con tutti i nostri sensi, nell’armonia di quel passato glorioso che va custodito gelosamente. Così come gli Archivi sono i custodi millenari della nostra memoria, anche noi siamo i custodi di questi luoghi; non luoghi polverosi, scialbi, bui e privi di vita, ma luminosi, ricchi di bellezza e immensi tesori da scoprire e ri-cercare. È compito di ciascuno prendersene cura, amarli e soprattutto conoscerli, conservando con rispetto ciò che contengono.

Dopo un lungo tempo di entusiasmante lavoro, oggi possiamo dare dimora dignitosa ai volumi del nostro fondo antico e ai documenti del nostro Archivio Storico parrocchiale, che insieme fanno la storia di Balestrate, valorizzando le preziose carte in essi custodite. Un lavoro che certamente continua e deve continuare, dove tutti hanno dato e possono continuare a dare il loro contributo per il recupero di questo inesauribile patrimonio.

È stato un tempo intenso, vissuto all’insegna della scoperta e soprattutto della conoscenza, della formazione e della ricerca. Un tempo che tutti dobbiamo condividere, perseguendo sempre l’obbiettivo unico di ritornare a far risplendere la nostra comunità, partendo proprio dal nostro passato e da chi ci ha preceduto in questo faticoso ma indispensabile compito di cura perseverante, per tramandare alle generazioni future ciò che siamo stati e da dove veniamo. Dobbiamo possedere un senso di orgoglio non indifferente di fronte a ciò che i nostri avi hanno realizzato e ci hanno consegnato con cura, chiedendoci in modo silenzioso di esserne responsabili e di far progredire sempre più la nostra comunità religiosa e civile.

Dovremmo imparare, come comunità, che la bellezza non risiede solamente dentro strutture maestose che possiamo solo ammirare da lontano ma anche in ogni singolo documento o pezzo di carta che dalla polvere riportiamo alla luce e alla conoscenza. L’importante compito di recupero è affidato a tutti noi: siamo tutti responsabili del nostro patrimonio storico-culturale e dei luoghi che lo conservano, quali tesori inestimabili. Grazie a questo lavoro costante di studio e ricerca, oggi siamo a conoscenza di fatti fondamentali che hanno contraddistinto la comunità parrocchiale di Balestrate, ad esempio la nascita dell’Azione Cattolica, le commissioni dei lavori di restauro effettuati nei secoli, le preghiere scritte dalla mano instancabile dell’Arciprete Antonino Monteleone, le processioni dei simulacri, le tradizioni religiose dei tempi passati e molto altro. Ma ancora tanto c’è da ri-portare alla luce e soprattutto alla nostra conoscenza.

Grazie a questo lavoro abbiamo potuto tracciare vari spaccati di vita, non solo ecclesiastica, ma anche di ciò che riguarda Balestrate nella sua essenza di paese, essenza sempre legata alla storia della chiesa; una bellezza questa che fa da cornice all’intera comunità. L’indifferenza, il distacco, la freddezza, la noncuranza, offendono le fatiche dei nostri antenati, la loro memoria e di conseguenza offendono ciò che noi oggi siamo.

Custodire, trasmettere e amare le proprie radici vuol dire donare uno spazio dove la nostra storia viene riportata alla luce, dove tutto profuma di passato e dove riscopriamo pietre miliari di eternità. La tutela non può mai essere disgiunta dalla conoscenza e dalla valorizzazione del patrimonio culturale, e dobbiamo impegnarci per questo.

Con l’inaugurazione del fondo antico, ritorna in parrocchia un dipinto su tela che ritrae Filippo Evola in veste sacerdotale. Un dipinto che per secoli è stato conservato presso un’abitazione privata, ma grazie alla generosità della stessa famiglia, tutti adesso potranno goderne la bellezza e ammirare la sua maestosità.

Non sono passate inosservate le azioni di recupero che si stanno realizzando, e già due famiglie, Lo Piccolo e Ferro, hanno deciso di contribuire e arricchire il fondo antico, donando antichi testi importanti per la nostra storia. Tra questi ricordiamo i libri appartenuti a Filippo Evola che hanno influenzato moltissimi pensatori siciliani dell’Ottocento, soprattutto nell’ambito politico-economico, ma anche medico e teologico-sociale.

Nell’Archivio inoltre sono conservati alcuni testamenti che confermano l’usanza di seppellire i defunti nella cripta sotterranea alla chiesa; a tal argomento Filippo Evola in un suo scritto ne vieta l’utilizzo durante gli anni di epidemia di colera, per evitarne il contagio. Si conservano anche documenti che testimoniano lo sviluppo e l’influenza che alcuni Ordini religiosi, come i gesuiti, hanno avuto per il nostro paese. Ne è un esempio il Panegirico di San Stanislao Kostka, primo beato dei padri gesuiti. Il documento è con molta probabilità attribuibile allo stesso Filippo Evola, gesuita anche lui, grazie al quale quest’Ordine fu molto importante e presente nel tessuto religioso della nostra comunità.

Questo grande lavoro, che vede protagonista la Chiesa Madre, la Biblioteca e l’Archivio parrocchiale, è un piccolo tassello, uno dei tanti, che rimettiamo al posto; un lavoro fatto di interventi e ricerche su più livelli che ha portato alla luce non solo testi, ma principalmente storie di vita di uomini che hanno vissuto prima di noi il nostro paese e la nostra parrocchia, hanno percorso le nostre strade, hanno respirato la nostra aria. Nuovi ma antichi protagonisti, nuovi saperi impregnati di nuovi sapori, nuove storie, che danno un ampio respiro alla nostra comunità.

Un doveroso e sentito grazie a padre Francesco, per la sensibilità mostrata, i rapporti di collaborazione, i preziosi suggerimenti e consigli, oltre la sua disponibilità, da parte di tutta la comunità balestratese che si unisce nell’amore e per l’amore della ri-scoperta delle nostre origini.

Enza Agrusa

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